Intervista della BBC a Nico su #RillingtonPlace

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Un agghiacciante drama diviso in tre parti basato sulla storia vera dei molteplici omicidi eseguiti da John Christie.

Quanto ne sai della vita di Timothy Evans?

Timothy Evans era un uomo affettuoso e amante della famiglia. Volava prendersi cura di loro e renderli orgogliosi. Quando era molto giovane, ha contratto la tubercolosi al piede che lo fece uscire ed entrare dall’ospedale più volte così da dover interrompere gli studi (per questo la gente dice che non è sia stato istruito bene). Aveva il buonsenso, ma perse gli anni più importati della scuola. Dopo aver parlato con la famiglia, sembrava solamente una persona comune e normale, che otteneva le cose e lavorava sodo. Amava molto Beryl e Geraldine.

Quanto bene credi di aver capito di Tim?

Tim era una persona molto complicata. Si trasferiva spesso durante la sua adolescenza, anche se è poco chiara la cosa. Amava raccontare storie, le chiamava “storifying”, per far ridere la gente, per far si che le persone si prendessero cura di lui. Aveva una fantastica fantasia che rendeva la vita dolce in modo dar poter mascherare i tempi difficili dell’epoca. Creò questo personaggio che per la città era un mascalzone, un po’ come un truffatore londinese, ma quando ritornava a casa si trasformava in una persona normale. È interessante da interpretare come è ovvio che ci sia un nesso più profondo al perché lui raccontasse queste storie.

Quante ricerche hai fatto per il progetto?

Ho letto dei libri, deposizioni e dichiarazioni della corte, ho visto dei documentari ed ho parlato con sua sorella, ed è stata un’esperienza davvero emozionante. Era la sorella più vicina a lui. Aveva le sensazioni, l’aura e riusciva a capire come si sentiva lui, l’amore di sua madre e il resto della famiglia era una fonte preziosa di informazioni.

Qual’è la stata la sfida più grande in questo ruolo?

Ci sono alcuni momenti in quest’opera in cui Tim e Beryl sono veramente felici. Il resto è profondamente emozionante. Per rimanere in quello stato d’animo per due mesi, è stato molto impegnativo.

Come ti ha aiutato il set per la tue performance?

Rillington Place ha una caratteristica sua, è incredibilmente inquietante e buio e ci sono molte crepe e buchi. E’ come un altro lato/personalità di Christie. Il set di Pat era sensazionale nel peggior modo possibile. Il tetto si stava sgretolando, le assi del pavimento erano costruite su vari livelli in modo da ottenere il suono che si crea quando si sale e si scende dalle scale, per far si che Christie ci sentisse, e si creava un eco come se provenisse dall’appartamento superiore. Stranamente inquietante se sei da solo!

Come ti sei trovato a lavorare con il resto del cast e con Craig?

Jodie ed io abbiamo già lavorato precedentemente e ci conosciamo molto bene. E’ fantastico lavorare con Jodie. Lei ti da molto. E lo stesso con Tim. Ti basta guardarlo per sapere come reagire. Era molto immerso nel suo personaggio. Samantha Morton è incredibile, come era prevedibile. Tre persone che ammiro. Ho imparato molto. Lavorare con Craig è stato meraviglioso. E’ abbastanza raro fare qualcosa e sentirsi libero nel farlo. Il copione è il copione e abbiamo molto dialogo, ma una volta che stiamo sul set lui ti da quella sensazione di completa libertà.

Cosa ti ha spinto ad interpretare questo ruolo?

Per lavorare con questo team di persone. Tutti erano coinvolti in questa cosa, ma io ero molto attratto dalla storia. Abbiamo voluto raccontare questa storia in modo sincero, come si merita di essere raccontata. Per dare a Timothy Evans e la sua famiglia la giustizia che meritano. Ancora dopo tutti questi anni, il suo nome non è stato assolto per la morte di Geraldine. Stiamo parlando della vita di qualcuno.

Traduzione: Giulia Porretti

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